Quando al “subire” scegli “l’agire”.

Che da marzo 2020 ad oggi sia stato un anno terribilmente anomalo, non è una novità per nessuno e l’aspetto imprevedibile del COVID ha colto un po’ tutti impreparati: ma uno dei fattori che maggiormente questa pandemia ha fatto emergere è stato il DIVARIO: persone, aziende che sono rimaste a tenere duro, a fronteggiare l’onda travolgente, che hanno continuato a lavorare ( chi ha potuto) più o meno nella medesima modalità ante covid, con l’idea attaccata alla speranza di un veloce ritorno alla “normalità”; persone, aziende che in modalità altrettanto rapida hanno modificato, operatività, servizi, dinamiche lavorative non solo per fronteggiarla l’onda ma per riemergerne ancora più forti su tutti i fronti.

Ed è proprio nel 2020 che ho conosciuto meglio l’intero team della Farmacia Loiacono, chiamata in primis per la selezione di un farmacista per poi successivamente iniziare un percorso di crescita individuale e professionale.In un periodo cosi d’emergenza la richiesta di selezione di una risorsa con delle caratteristiche specifiche, idonea alla realtà della loro farmacia, non è da tutti, ma il dott. Antonello Loiacono, titolare della farmacia e la dott.ssa Rossana Manfredini, responsabile delle risorse umane e sua moglie, non hanno esitato un attimo quando ho prospettato loro che per il profilo ricercato sarebbero stato necessario un tempo superiore rispetto alla loro stima.

Metodo, meticolosità e ricerca professionale, hanno ripagato tutti gli sforzi : la dott.ssa Teresa, trasferitasi da una farmacia di Milano, dopo i primi tempi di adattamento non solo si è integrata al meglio nel team ma ne è già diventata un membro fondamentale.

Nessuno dei membri del team, la dott.ssa Giulia, il dott. Raffaele, la dott.ssa Teresa, la sig.ra Chiara e luca, ha osteggiato la proposta imposta dalla direzione della necessità di un percorso di crescita proprio in un periodo di estremo sovraccarico: aver voglia e forza per avviare un percorso di “ricostruzione “ della loro identità aziendale e lavorare sulla gestione del cambiamento in funzione del miglioramento delle loro performance tramite sessioni di team e personal coaching non è da tutti , soprattutto in questo periodo in cui il sistema farmacia è fortemente pressato da continui aggiornamenti tecnico-professionali necessari per fronteggiare i cambiamenti.

Loro hanno vinto la resistenza e hanno deciso di affrontare l’onda maggiormente equipaggiati di strumenti e conoscenze funzionali al loro benessere individuale ed aziendale: hanno avviato nuovi servizi adattandosi rapidamente alle nuove esigenze dei clienti, non sono stati inerti, hanno reagito quasi attaccando rendendo la farmacia più funzionale rispetto alle nuove necessità.

A tutto il team devo un mio personale ringraziamento per essersi messi faticosamente in gioco nello scardinare idee e convinzioni ,e fatto largo ad un mindset più flessibile. Ringrazio ancora il dott.Antonello per la totale fiducia accordatami nell’avviare un progetto ancora in corso; infine un mio ringraziamento particolare va alla dott.ssa Rossana, (resp. delle risorse umane) che ha letto “piccoli segnali” di necessità quando erano ancora poco visibili, e ha fortemente spinto nella direzione del cambiamento nonostante le mille difficoltà del periodo.

La mareggiata è ancora in atto, ma il team della farmacia Loiacono ha le risorse necessarie non solo per galleggiare ma per tornare a riva piu forti che mai.To be continued….Farmacia Dr. Loiacono

Antonio#sviluppofarmacia#businesscoaching#hipe

Siamo proprio sicuri che essere resilienti possa bastare?

È ormai più di un anno che va tanto di moda parlare di RESILIENZA, definita come la capacità di resistere agli urti della vita…. beh , ultimamente di urti non ne sono affatto mancati, e l’imprevedibilità degli stessi è stata la ciliegina sulla torta.

Inoltre alcuni trend tecnologici, ecologici ed economici ci fanno presagire come l’imprevedibilità degli eventi (con la pressione e lo stress che ne consegue) non sarà più l’eccezione, ma la nuova normalità.
Per prosperare in questo nuovo mondo la resilienza, dunque, è sufficiente?

Di solito le persone vengono racchiuse in 2 categorie: le persone FRAGILI e quelle RESISTENTI o meglio ancora RESILIENTI.

Ma c’è una terza categoria di persone, che è quella che Taleb, grande filosofo statista, autore del “CIGNO NERO” definisce “ANTIFRAGILE “,
nonché titolo del suo omonimo libro scritto nel 2012. 

Ciò che scrive Taleb è di straordinaria attualità :

“….Alcune cose traggono beneficio dagli shock, prosperano e crescono quando sono esposte a mutevolezza, casualità, disordine e fattori di stress e amano l’avventura, il rischio e l’incertezza. 
Ciò nonostante, a dispetto dell’onnipresenza del fenomeno, non disponiamo di un termine che indichi l’esatto opposto della fragilità. Per questo parleremo di ANTIFRAGILITÀ.

L’antifragilità va oltre il concetto di «resilienza elastica» e di robustezza. 
Una cosa resiliente resiste agli shock ma rimane la stessa di prima: l’antifragile dà luogo a una cosa migliore. 

Questa qualità è alla base di tutto ciò che cambia nel tempo: l’evoluzione, la cultura, le idee, le rivoluzioni, i sistemi politici, l’innovazione tecnologica, il successo culturale ed economico, la sopravvivenza delle aziende, le buone ricette ….persino la vita della nostra specie su questo pianeta.”                                                                                                                      
“….Quando si ha a che fare con eventi casuali, la «robustezza» certamente non basta.  
Il tempo è spietato e sul lungo periodo qualunque cosa presenti la minima vulnerabilità è destinata a spezzarsi. Ciò nonostante il nostro pianeta esiste da qualcosa come quattro miliardi di anni ed è chiaro che la sua robustezza non può essere stato il fattore decisivo. 

Visto che la robustezza perfetta è irraggiungibile, necessitiamo di un meccanismo in virtù del quale il sistema possa continuamente rigenerare se stesso approfittando – anziché subirne gli effetti – degli eventi casuali, degli shock imprevedibili, dei fattori di stress e di volatilità.”                                               

Sul lungo periodo, l’antifragile trae beneficio dagli errori di previsione. 
Se seguite l’idea fino alle sue logiche conseguenze, capite che il mondo d’oggi dovrebbe essere dominato dalle cose che traggono vantaggio dalla casualità e non dalle cose che ne sono invece danneggiate, e che quindi dovrebbero essere scomparse. Ebbene, è proprio così. Viviamo nell’illusione che il mondo funzioni grazie a un piano programmato, dalla ricerca universitaria o dai fondi della burocrazia, ma esistono prove convincenti a dimostrazione del fatto che si tratta di un’illusione, l’illusione che definisco «insegnare a volare agli uccelli». La tecnologia è l’esito dell’antifragilità, sfruttata da chi è disposto ad assumersi un rischio trafficando, armeggiando, ritoccando e imparando dagli errori, mentre la progettazione a tavolino rimane in secondo piano. Sarà necessario ridefinire le interpretazioni storiche della crescita, dell’innovazione e di molte di queste cose.”

“…L’ANTIDOTO AI CIGNI “

“…I Cigni Neri sono eventi su grande scala, imprevedibili e anomali contraddistinti dal fatto di avere enormi conseguenze. Imprevedibili, cioè, da parte di un determinato osservatore, che denominiamo «il pollo» quando rimane al tempo stesso sorpreso e danneggiato da eventi del genere. 
In passato ho affermato che la maggior parte degli eventi che hanno fatto la storia sono stati Cigni Neri, mentre noi ci preoccupiamo del fine-tuning della nostra interpretazione dell’ordinario e, di conseguenza, sviluppiamo modelli, teorie o rappresentazioni della realtà che non hanno la minima possibilità di tracciare o misurare l’eventualità di questi shock.
I Cigni Neri distorcono le nostre capacità intellettive, inducendoci a credere di averli «grosso modo» o «quasi» previsti, in quanto col senno di poi un Cigno Nero può essere spiegato. Non capiamo il ruolo dei Cigni Neri per questa illusione di predicibilità. 

“…La vita è molto, ma molto più intricata di quanto vorrebbe farci credere la nostra memoria: la mente ha la funzione di volgere la storia in qualcosa di fluido e lineare, il che ci induce a sottovalutare la casualità. 
Ma quando la scorgiamo, la casualità ci fa paura e ci porta a un eccesso di reazione. A causa della nostra paura e del nostro anelito all’ordine, alcuni sistemi umani – disgregando la logica invisibile, o non particolarmente visibile, delle cose – tendono a essere danneggiati da un Cigno Nero e a non trarne quasi mai un beneficio. 
Se si mira all’ordine, non si ottiene che una parvenza di ordine. Una qualche misura di controllo può essere raggiunta solo sposando la casualità.”

Sembrano concetti complessi ma sono, al tempo stesso, di un’attualità  sconcertante; il cigno nero “COVID” sta creando drammaticamente una netta distinzione tra i FRAGILI come ,ad esempio, individui o attività che stanno implodendo,  i RESILIENTI che stanno cercando di resistere aspettando che tutto torni “alla normalità” e gli ANTIFRAGILI che, nonostante tutto, stanno tirando fuori  il meglio da questa avversità , ponendo l’attenzione su ciò che si può costruire di buono anche in questo terribile periodo.

Dalla mia esperienza sia in campo individuale come Life coach, sia in campo aziendale come business coach nelle farmacie,  l’antifragile non è un essere speciale, non è un essere fortunato perché ha tale potere, tantomeno un supereroe: è “semplicemente” un individuo con un MINDSET DINAMICO (in termini di coaching), cioè con una apertura mentale tale da “attrezzarsi”, rapidamente, con nuove conoscenze, e strumenti pratici e psichici tali non solo da reggere l’urto ma di migliorare se stesso o la sua azienda. 

Riuscire a trovare le risorse interiori per essere ANTIFRAGILI non è facile e può capitare a chiunque di alternare momenti di estrema fragilità ad altri di grande resilienza: tuttavia la via per ANTIFRAGILITÀ individuale od aziendale passa attraverso la costruzione di un assetto mentale che si focalizza sul miglioramento personale e sul cogliere opportunità mai colte; passa dal colmare lacune che le difficoltà hanno evidenziato e dal monitorare costantemente le nuove azioni che si stanno compiendo.

Diventare ANTIFRAGILI comporta grande sforzo, e attuare questo cambiamento in un momento di emergenza come questo lo è anche di più: di contro, siamo sicuri che la resilienza (o l’immobilismo) abbia un costo inferiore? 

Il grande rischio è che quando tutto sarà passato, la nuova normalità ci colga alla sprovvista al punto da catapultarci in una realtà in cui siamo rimasti pericolosamente indietro e il recuperare terreno avrà un costo nettamente superiore.

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata

#coaching#miglioramentopersonale#farmacia#hipe

Perchè è più facile non cambiare

PERCHÉ È PIÙ FACILE NON CAMBIARE

* Perché si risparmiano grande energie fisiche ed emotive; al contrario, il cambiamento, seppure in meglio, va ad alterare i nostri equilibri, comportando l’attivazione di quei processi cognitivi controllati che dipendono dalla nostra volontà: questi devono superare gli automatismi ormai installati nel nostro cervello che ci fanno pensare e agire in maniera rapida, automatica, e con notevole risparmio di energie; spesso, però, sono questi stessi responsabili degli errori.

* Perché è più sicuro percorrere una strada conosciuta che ci permette di ottenere dei risultati impiegando sempre lo stesso sforzo ; al contrario, intraprendere una strada nuova, come porsi un nuovo obiettivo o una meta più ambiziosa, ci costringe a commisurare le nostre forze in relazione agli stessi; ci costringe,inoltre, ad allineare le nostre conoscenze e rivedere le nostre convinzioni depotenzianti…. quindi ci obbliga ad uscire dai nostri automatismi.

* Perché le abitudini, anche quelle cattive, sono più comode da conservare; al contrario, smantellare un’abitudine, come ad es. una poco funzionale ad un nostro scopo, è difficilissimo, comporta GRANDE SFORZO e CONTROLLO sulla nostra volontà, e per farlo è necessario determinare un crash dei processi automatici che ci governano.

* CAMBIAMENTO = CONTROLLO = SFORZO = FATICA!!!

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata

#coaching#cambiamentopersonale#sviluppoaziendale#hipe

Vinciamo quando…

“In questo tempo rapido e spesso effimero, in cui la tecnologia, i circuiti, i microchip, sono disseminati ovunque, per aiutarci a raggiungere le performance migliori, credo sempre più fermamente nel valore immenso dell’individuo:

siamo come tanti colori a spasso nell’universo, gli unici elementi in grado di creare infinite combinazioni di ragione e sentimento come infinite sono le sfumature possibili quando si mescolano i colori.

Vinciamo quando, riusciamo a far emergere la sfumatura più bella dalle persone che incontriamo…anche solo per un momento, con un gesto, un sorriso, una domandaVinciamo quando, non poniamo noi stessi al centro del nostro mondo, bensì al centro del mondo intero, il cui nucleo è formato da tanti noi che interagiscono l’uno per la vittoria dell’altro.

Vinciamo quando,leghiamo la nostra esistenza ad un CHI SIAMO e ad un PERCHÉ….vivendo per dare una solida forma a noi stessi perché collegata non ad obiettivi artificiali, raggiunti i quali svaniscono i temporanei benefici; ma ad obiettivi autentici e possenti, carburante inesauribile della nostra macchina interiore.

Vinciamo quando,prima ancora di darci risposte su CHI e COSA, impariamo a fare DOMANDE ed ascoltare senza pregiudizi e sovrastrutture.

Tutto il resto è un TENTATIVO di vittoria: e se utilizziamo quel vissuto, per ritornare sulla strada persa, per ri-guardare la bussola, intraprendere un nuovo percorso guardando sempre avanti, avremo trasformato quel vano tentativo in una meravigliosa SCONFITTA VINCENTE”.

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata

#coaching#miglioramentopersonale#farmacia#hipe

Cosa non è il Coaching

NON È PSICOTERAPIA

cioè non è una relazione di “aiuto” tra esperto e paziente tesa alla risoluzione di conflitti del passato.Il coaching, tra coach e coachee, invece è una metodologia orientata al risultato piuttosto che sul problema da risolvere: si basa sulla definizione di obiettivi efficaci, raggiungibili attraverso una accurata definizione di un piano d’azione fortemente incentrato sulla soluzione.

NON È UN PROCESSO TEORICO

Il coaching invece è un supporto immediato CONCRETO che incentiva lo sviluppo di nuove strategie di pensiero e di azione: SE NON C’È AZIONE NON C’È COACHING.

NON È UN METODO DI ALLENAMENTO SPORTIVO

Il coaching invece è un processo attraverso il quale si aiutano individui o gruppi di persone a raggiungere il massimo livello delle loro capacità di performance grazie alla consapevolezza dei loro limiti e barriere, focalizzando le proprie risorse interne, le proprie forze e identificando le strade migliori, le azioni efficaci per il raggiungimento dell’obiettivo.

Il coach è un facilitatore, un alleato ed un allenatore del cambiamento.

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata

#coaching#miglioramentopersonale#farmacia#hipe

Serious Game: la formazione innovativa

Vi siete mai chiesti perché dopo un tradizionale corso di formazione, si riesce a mettere in pratica le nuove conoscenze solo per pochi giorni successivi alla stessa per poi ritornare al consueto modo di agire?

L’origine non risiede nella cattiva volontà o in una mal comprensione dei contenuti, bensì nel sistema di apprendimento della nostra mente: esso consiste fondamentalmente in un processo “a ripetizione” o “ emozionale” : il primo piu lento, faticoso, e noioso; il secondo rapido, entusiasmante, ma al tempo stesso difficile da mettersi in atto…alla base della didattica esperenziale.

Quando si è sottoposti a tanta formazione tecnica professionale,come la professione del farmacista richiede, e che comporta l ’introduzione massiva e quotidiana di nuovi contenuti all’interno della mente, spesso, il classico metodo di formazione si rivela inefficace.

Io, che lavoro da 20 anni al fianco di team di persone, affiancandoli nei loro percorsi di crescita, l’ostacolo maggiore che ho sempre incontrato è la resistenza al cambiamento in seguito ad una specifica formazione, se pur, in apparenza, team ben intenzionati a mettere in campo le nuove conoscenze acquisite.

Le tecnologie immersive per l’addestramento e formazione tecnico professionale sempre piu utilizzate da grandi aziende, tramite i #seriousgame sono una vera rivoluzione nei processi di apprendimento grazie ad un coinvolgimento totale.

Con HIPE ,azienda che opera nel campo dello sviluppo professionale, introduco per la prima volta in Italia in ambito Farmacia i SERIOUS GAME in cui l’unione della tecnologia e dell’innovazione crea dei vantaggi per una formazione efficace, affinche la stessa vada di pari passo a divertimento e esperienza immersiva.

Il trend che sta travolgendo tutte le aziende, compreso le farmacie è inarrestabile, sta a noi decidere se ostacolare il cambiamento o esserne i promotori per tranne in massimo vantaggio: E TU, DA CHE PARTE STAI ?

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata

Perché non avere una apertura mentale

* Perché i nostri punti di vista sono i migliori in assoluto; con essi riusciamo a fare sempre le valutazioni più corrette in merito a cose, persone e situazioni quindi ad avere la consapevolezza di avere ragione aumentando in tal modo la nostra autostima; al contrario, considerando l’esistenza di diversi punti di vista, tutti plausibili in quanto anch’essi parte della nostra realtà, siamo costretti a NON AVERE PREGIUDIZI a metterci in discussione e a smantellare cosi le nostre certezze.

* Perché per rimanere fedeli e coerenti con noi stessi è necessario che le nostre conoscenze, convinzioni, valori non cambino e rimangano ben chiusi nella nostra mente; al contrario, aprirsi a culture, valori e competenze, aumenta la nostra capacità di analisi, permettendoci di indossare un filtro di osservazione che ci consente di effettuare valutazioni più fedeli alla realtà.  

* Perché più la nostra mente è chiusa, più abbiamo le idee chiare, rischiando così meno la confusione; al contrario l’apertura del nostro focus mentale ( mirino attenzionale ), 
ad esempio aprendoci a conoscenze diverse da quelle a noi consuete, seppur provocando una iniziale sensazione di confusione perché al di fuori della nostra confort zone, ci consente di farci un’idea più completa della realtà, di vederla con occhi diversi avendo un punto di vista più allargato e ci permette di contestualizzare al meglio argomenti e situazioni ; una maggior apertura mentale ci consente di cogliere al meglio le opportunità.  

#coach #mindsetting #hipe

A chi non serve Il Coaching?

* a chi conosce i propri punti di forza e di debolezza; al contrario un percorso di coaching personale o di gruppo di lavoro, permette attraverso strumenti metacognitivi di prendere consapevolezza delle caratteristiche individuali e definire un piano d’azione per renderle funzionali agli obiettivi personali o aziendali.

* A chi ha ben chiari gli obiettivi che vuole raggiungere, e conosce tutti gli strumenti interni ed esterni per poterlo fare; al contrario, il coaching fornisce gli strumenti per individuare obiettivi chiari e ben formati, sia personali che aziendali, consentendo di tracciare un percorso definito e di concentrare tutte le energie fisiche, mentali ed economiche verso gli stessi evitando sprechi, dispersioni e fallimenti.

* A chi non sbaglia mai un colpo; al contrario il coaching consente, attraverso l’analisi della sconfitta, di elaborare un nuovo assetto mentale (MINDSET) che permetta di utilizzare come punto di partenza proprio l’errore stesso al fine di non reiterarlo ripercorrendo gli stessi processi.

* A nessuno!

#coaching #sviluppofarmacia #hipe 

Visual in Farmacia: Cambio di prospettiva post Covid

La pandemia Covid 19 oltre ad aver colpito attività commerciali di diversi generi non ha risparmiato le Farmacie che non solo sono state esposte al fuoco diretto dell’emergenza ma  si  sono trovate all’improvviso a gestire i flussi dei clienti tenendo presente le nuove norme di distanziamento. Ora, più di prima, il cliente tenderá  ad approcciarsi allo scaffale in maniera autonoma, dovendo mantenere le distanze di sicurezza con i farmacisti al banco, spesso coinvolti solo nella fase finale della consulenza ; per cui il visual merchandising ( V.M.) in farmacia rivestirà sempre di più un ruolo di fondamentale importanza spostando lo spazio di vendita da un “orientamento al prodotto”  ad un orientamento di “esperienza di visita”.

Le nuove esigenze di sicurezza sanitaria rendono NECESSARIA ora una evoluzione, già partita in alcune realtà, dello spazio vendita della farmacia che passi da un luogo di approvvigionamento di prodotti per soddisfare bisogni ed esigenze ad un luogo di Vissuto, di Esperienza, di Valori, di Emozioni ; passi da una cultura fondata sul prodotto o servizio ad una cultura fondata sull’esperienza con l’esclusivo  Focus sul Cliente; passi da una atmosfera standard, indifferenziata, ad una Atmosfera Unica e Riconoscibile; il V.M. é lo strumento quanto mai efficace per trasformare il punto vendita della farmacia in uno strumento di valorizzazione di IDENTITÀ.

La relazione CLIENTE- SPAZIO di VENDITA prende avvio dagli STIMOLI AMBIENTALI cui fanno riferimento le principali caratteristiche del punto vendita.

  • i servizi pre e post vendita
  • L’assortimento ( reparti, famiglie, linee, marche)
  • design e Visual Merchandising (V.M.)

Il V.M. SUPPORTA LE PRIME 2 LEVE ( servizi ed assortimento) CHE DIVENTANO RILEVANTI PER IL CLIENTE SOLO E SOLTANTO SE BEN COMUNICATE.

 Il V.M.  come  supporto all’operato del farmacista, comunicando in modo più chiaro possibile l’offerta di beni e servizi ora é ancora più importante perché il cliente cercherà meno l’interazione con il personale.

Importante quindi una pianificazione e gestione degli stimoli ambientali che influenzano le emozioni che a loro volta impattano sul comportamento del clienti in termini di soddisfazione.

COS’È il VISUAL MERCHANDISING? 

Il V.M. è la comunicazione visiva delle attività di marketing del punto vendita, nel punto vendita , qualificando l’immagine aziendale agendo sull’esperienza con diversi obiettivi: facilitare la visita ( ora necessità quanto mai urgente a causa delle varie norme di sicurezza e distanziamento), migliorare il vissuto del cliente che non deve assolutamente provare disagio ,che già avverte dato i dpi di protezione che indossa,  e  difficolta per una esposizione poco chiara e leggibile mentre compie la sua scelta davanti allo scaffale.

Il V.M. quindi comunica VISIVAMENTE:

  • l’assortimento
  • il posizionamento prezzo
  • le promozioni
  • i servizi
  • L’identità delle Marche 
  • L’identità della farmacia

Il V.M. deve mettere il cliente in una condizione di libertà assoluta di valutare e scegliere il proprio acquisto. Il V.M. deve consentire, a partire dalla vetrina, di attrarre il cliente, di identificare in modo chiaro Marche e prodotti, informare con messaggi semplici veloci e chiari; “sedurre” con la proposta di idee, di soluzioni e non di semplici prodotti; vendere, offrendo una esperienza di visita positivamente emozionale volta a fidelizzare il cliente a prescindere dal prodotto.

Una nuova progettazione efficace dello spazio della farmacia  in chiave esperenziale deve toccare tutte le aree di cui si compone il punto vendita e che nell’insieme vanno a identificare l’atmosfera:

  • la comunicazione all’esterno con le vetrine: da importante strumento di comunicazione con il cliente all’esterno ora diventa quanto mai fondamentale: spesso la formazione delle code all’esterno della farmacia induce il cliente a guardare le vetrine con occhi piu attenti e per un tempo più prolungato rispetto al passato ; da qui la necessità di rendere la vetrina   interattiva e  magari anche con dei contenuti video.
  • Il design interno: urgente, ad es, la ridefinizione dell’ampiezza delle aree di traffico affinche il cliente sosti nella farmacia in sicurezza e senza provare disagio.
  • Il lay out delle attrezzature : riorganizzazione delle attrezzature espositive che devono ora rispondere alle nuove esigenze di IGIENE 
  • Il lay out merceologico che preveda nuovi criteri di aggregazione della merce ad es per necessità o bisogno 
  • Il display con tecniche espositive in linea con le nuove disposizioni sanitarie: ad es meno ceste e maggior utilizzo di espositori verticali che rendano leggibile l’offerta merceologica in maniera ordinata evitando il fenomeno del “rovistaggio”.

È opportuno, oggi, quanto mai velocemente rivedere le attività di V.M. attraverso il quale si crea un nuovo approccio relazionale tra cliente e punto vendita, tenendo conto di 2 elementi fondamentali: la natura del prodotto e gli effettivi nuovi bisogni del cliente. Il tutto deve essere concepito con il solo scopo di agevolare il cliente nel suo processo decisionale,rivalutazione e selezione del prodotto.

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata
#HIPE #VISUAL #HUMANSTRATEGY

Farmacie post Covid: parola d’ordine AGILITÀ

É innegabile come, senza chiederci il permesso, e neanche tanto in punta di piedi #COVID abbia cambiato e stravolto le abitudini di tutti, le interazioni sociali, le relazioni familiari, il modo di lavorare …. per chi il lavoro lo ha conservato.

É innegabile come #COVID abbia accelerato drasticamente i cambiamenti anche nelle aziende italiane, molte delle quali si sono prontamente riconvertite per fronteggiare questa emergenza assumendo anche un ruolo sociale che non avevano nel Pre-Covid.

Storicamente, i grandi cambiamenti dell’umanità sono avvenuti nei momenti di maggiore crisi; secondo la teoria Darwiniana della evoluzione, le specie che si sono evolute, sopravvivendo alle modifiche ambientali, non sono state le più grandi o le più forti ma quelle che più si sono ADATTATE ai cambiamenti più efficacemente e rapidamente: ad esempio
sono sopravvissute le giraffe a collo lungo piuttosto che quelle a collo corto semplicemente perché erano le sole e le prime a raggiungere le foglie degli alberi rimaste più in alto.

E il mondo FARMACIA é pronto a cambiare ?
Non nei tecnicismi della operatività della professione per i quali obbligatoriamente bisogna stare al passo quotidianamente e per i quali gli organi competenti stanno lavorando magistralmente da anni, ma negli aspetti più profondi della nostra professione, quelli che hanno a che fare con le abilità relazionali e di comunicazione da un lato, e la dimensione più imprenditoriale da un altro.

Paradossalmente, per quanto  #COVID ci abbia costretto a coprirci di più, ha messo a nudo la nostra competenza tecnica come “ESPERTI del FARMACO” quali noi siamo, ma anche evidenziato quanto sia sempre più urgente e necessario sviluppare maggior empatia per comprendere le esigenze del cliente, avvicinandoci a lui ora che é più “separato” da noi; potenziare la nostra “capacita di ascolto” poiché non vediamo più il suo volto, le sue espressioni, il suo dolore o il suo sollievo; migliorare la nostra capacità comunicativa poiché anche il nostro volto é coperto e le nostre espressioni camuffate, persino la voce é cambiata dietro tutte le barriere presenti.

La FARMACIA per superare “l’uragano COVID” che l’ha colpita duramente con numerosi cambiamenti operativi, fenomeno mascherine e conseguente negativa esposizione mediatica, dovrà necessariamente mettere in campo abilità forse non abbastanza espresse in passato: #AGILITÀ intesa come somma fra #RAPIDITÀ di azione/reazione alla crisi sanitaria ed economica per la quale é necessario agire immediatamente per prevenire i fenomeni e non inseguirli, peculiarità di un buon imprendtore; #ELASTICITÀ, intesa come Ampiezza di vedute verso nuove modalità di espletamento della professione, come maggior apertura a nuove opportunità di servizio, come maggior attenzione ai sistemi di comunicazione attuali e l’utilizzo sapiente e cosciente della comunicazione digitale.

La “FARMACIA dei SERVIZI” verso la quale eravamo già proiettati, dovrà vestire nuovi panni, obbligatoriamente più attuali e allineati alle nuove esigenze di salute.
Una FARMACIA per la quale lo sviluppo di maggior empatia, il miglioramento della capacità di comunicazione e di ascolto attivo delle esigenze del cliente sia all’interno del punto vendita che attraverso metodi di consulenza a distanza sono conditio sine qua non per il recupero e consolidamento di una identità di ruolo che questo periodo ha sicuramente scalfito.
É pronta la FARMACIA italiana a questa evoluzione? probabilmente sì !!!
Bisogna attivarsi in fretta però perché i tempi li ha decisi lui, #COVID, e il futuro non ci aspetta !!

dott.ssa Cinzia di Savino
®️Riproduzione riservata
#HIPE #VISUAL #HUMANSTRATEGY