È ormai più di un anno che va tanto di moda parlare di RESILIENZA, definita come la capacità di resistere agli urti della vita…. beh , ultimamente di urti non ne sono affatto mancati, e l’imprevedibilità degli stessi è stata la ciliegina sulla torta.

Inoltre alcuni trend tecnologici, ecologici ed economici ci fanno presagire come l’imprevedibilità degli eventi (con la pressione e lo stress che ne consegue) non sarà più l’eccezione, ma la nuova normalità.
Per prosperare in questo nuovo mondo la resilienza, dunque, è sufficiente?

Di solito le persone vengono racchiuse in 2 categorie: le persone FRAGILI e quelle RESISTENTI o meglio ancora RESILIENTI.

Ma c’è una terza categoria di persone, che è quella che Taleb, grande filosofo statista, autore del “CIGNO NERO” definisce “ANTIFRAGILE “,
nonché titolo del suo omonimo libro scritto nel 2012. 

Ciò che scrive Taleb è di straordinaria attualità :

“….Alcune cose traggono beneficio dagli shock, prosperano e crescono quando sono esposte a mutevolezza, casualità, disordine e fattori di stress e amano l’avventura, il rischio e l’incertezza. 
Ciò nonostante, a dispetto dell’onnipresenza del fenomeno, non disponiamo di un termine che indichi l’esatto opposto della fragilità. Per questo parleremo di ANTIFRAGILITÀ.

L’antifragilità va oltre il concetto di «resilienza elastica» e di robustezza. 
Una cosa resiliente resiste agli shock ma rimane la stessa di prima: l’antifragile dà luogo a una cosa migliore. 

Questa qualità è alla base di tutto ciò che cambia nel tempo: l’evoluzione, la cultura, le idee, le rivoluzioni, i sistemi politici, l’innovazione tecnologica, il successo culturale ed economico, la sopravvivenza delle aziende, le buone ricette ….persino la vita della nostra specie su questo pianeta.”                                                                                                                      
“….Quando si ha a che fare con eventi casuali, la «robustezza» certamente non basta.  
Il tempo è spietato e sul lungo periodo qualunque cosa presenti la minima vulnerabilità è destinata a spezzarsi. Ciò nonostante il nostro pianeta esiste da qualcosa come quattro miliardi di anni ed è chiaro che la sua robustezza non può essere stato il fattore decisivo. 

Visto che la robustezza perfetta è irraggiungibile, necessitiamo di un meccanismo in virtù del quale il sistema possa continuamente rigenerare se stesso approfittando – anziché subirne gli effetti – degli eventi casuali, degli shock imprevedibili, dei fattori di stress e di volatilità.”                                               

Sul lungo periodo, l’antifragile trae beneficio dagli errori di previsione. 
Se seguite l’idea fino alle sue logiche conseguenze, capite che il mondo d’oggi dovrebbe essere dominato dalle cose che traggono vantaggio dalla casualità e non dalle cose che ne sono invece danneggiate, e che quindi dovrebbero essere scomparse. Ebbene, è proprio così. Viviamo nell’illusione che il mondo funzioni grazie a un piano programmato, dalla ricerca universitaria o dai fondi della burocrazia, ma esistono prove convincenti a dimostrazione del fatto che si tratta di un’illusione, l’illusione che definisco «insegnare a volare agli uccelli». La tecnologia è l’esito dell’antifragilità, sfruttata da chi è disposto ad assumersi un rischio trafficando, armeggiando, ritoccando e imparando dagli errori, mentre la progettazione a tavolino rimane in secondo piano. Sarà necessario ridefinire le interpretazioni storiche della crescita, dell’innovazione e di molte di queste cose.”

“…L’ANTIDOTO AI CIGNI “

“…I Cigni Neri sono eventi su grande scala, imprevedibili e anomali contraddistinti dal fatto di avere enormi conseguenze. Imprevedibili, cioè, da parte di un determinato osservatore, che denominiamo «il pollo» quando rimane al tempo stesso sorpreso e danneggiato da eventi del genere. 
In passato ho affermato che la maggior parte degli eventi che hanno fatto la storia sono stati Cigni Neri, mentre noi ci preoccupiamo del fine-tuning della nostra interpretazione dell’ordinario e, di conseguenza, sviluppiamo modelli, teorie o rappresentazioni della realtà che non hanno la minima possibilità di tracciare o misurare l’eventualità di questi shock.
I Cigni Neri distorcono le nostre capacità intellettive, inducendoci a credere di averli «grosso modo» o «quasi» previsti, in quanto col senno di poi un Cigno Nero può essere spiegato. Non capiamo il ruolo dei Cigni Neri per questa illusione di predicibilità. 

“…La vita è molto, ma molto più intricata di quanto vorrebbe farci credere la nostra memoria: la mente ha la funzione di volgere la storia in qualcosa di fluido e lineare, il che ci induce a sottovalutare la casualità. 
Ma quando la scorgiamo, la casualità ci fa paura e ci porta a un eccesso di reazione. A causa della nostra paura e del nostro anelito all’ordine, alcuni sistemi umani – disgregando la logica invisibile, o non particolarmente visibile, delle cose – tendono a essere danneggiati da un Cigno Nero e a non trarne quasi mai un beneficio. 
Se si mira all’ordine, non si ottiene che una parvenza di ordine. Una qualche misura di controllo può essere raggiunta solo sposando la casualità.”

Sembrano concetti complessi ma sono, al tempo stesso, di un’attualità  sconcertante; il cigno nero “COVID” sta creando drammaticamente una netta distinzione tra i FRAGILI come ,ad esempio, individui o attività che stanno implodendo,  i RESILIENTI che stanno cercando di resistere aspettando che tutto torni “alla normalità” e gli ANTIFRAGILI che, nonostante tutto, stanno tirando fuori  il meglio da questa avversità , ponendo l’attenzione su ciò che si può costruire di buono anche in questo terribile periodo.

Dalla mia esperienza sia in campo individuale come Life coach, sia in campo aziendale come business coach nelle farmacie,  l’antifragile non è un essere speciale, non è un essere fortunato perché ha tale potere, tantomeno un supereroe: è “semplicemente” un individuo con un MINDSET DINAMICO (in termini di coaching), cioè con una apertura mentale tale da “attrezzarsi”, rapidamente, con nuove conoscenze, e strumenti pratici e psichici tali non solo da reggere l’urto ma di migliorare se stesso o la sua azienda. 

Riuscire a trovare le risorse interiori per essere ANTIFRAGILI non è facile e può capitare a chiunque di alternare momenti di estrema fragilità ad altri di grande resilienza: tuttavia la via per ANTIFRAGILITÀ individuale od aziendale passa attraverso la costruzione di un assetto mentale che si focalizza sul miglioramento personale e sul cogliere opportunità mai colte; passa dal colmare lacune che le difficoltà hanno evidenziato e dal monitorare costantemente le nuove azioni che si stanno compiendo.

Diventare ANTIFRAGILI comporta grande sforzo, e attuare questo cambiamento in un momento di emergenza come questo lo è anche di più: di contro, siamo sicuri che la resilienza (o l’immobilismo) abbia un costo inferiore? 

Il grande rischio è che quando tutto sarà passato, la nuova normalità ci colga alla sprovvista al punto da catapultarci in una realtà in cui siamo rimasti pericolosamente indietro e il recuperare terreno avrà un costo nettamente superiore.

dott.ssa Cinzia di Savino
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